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626 Sicurezza Macchine: 2 valutazione funzionale dei dispositivi di sicurezza

Valutazione dei rischi

L'Indice di Rischio

A norma dell'art. 4 del D.Lgs n. 626/94, la Valutazione dei rischi tramite l'Indice di Rischio per la Sicurezza e la Salute dei lavoratori è il primo e più importante adempimento da ottemperare da parte del Datore di Lavoro per arrivare ad una conoscenza approfondita di qualunque tipo di rischio presente nella propria realtà aziendale; passo questo che è preliminare a tutta la successiva fase di individuazione delle misure di prevenzione e protezione e di programmazione temporale delle stesse. Si afferma poi che "l'obiettivo della valutazione dei rischi per mezzo dell'indice di rischio consiste nel consentire al datore di lavoro di prendere i provvedimenti che sono effettivamente necessari per salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori".

E' evidente che il quadro metodologico generale in cui si colloca la Valutazione dei rischi ed in particolare dell'Indice è il medesimo di ogni Analisi di Rischio, e cioè, a rigore, la determinazione di una qualche funzione matematica f del tipo:

R=f(M,P)

dove:
R = indice di magnitudo del rischio;
M= indice di magnitudo delle conseguenze
P= indice di probabilità o frequenza del verificarsi delle conseguenze

La probabilità P è espressa ad esempio in numero di volte in cui il danno può verificarsi in un dato intervallo di tempo.

La magnitudo delle conseguenze M può essere espressa ad esempio come una funzione del numero di soggetti coinvolti in quel tipo di rischio e del livello di danno ad essi provocato (valutato ad esempio in giornate di assenza lavorativa).

La determinazione della funzione di rischio f presuppone di definire un modello dell'esposizione dei lavoratori a quel dato pericolo, che consenta di porre in relazione l'entità del danno atteso con la probabilità del suo verificarsi, e questo per ogni condizione operativa all'interno di certe ipotesi al contorno.

La riduzione del rischio può avvenire mediante misure atte a ridurre la probabilità del verificarsi di un determinato danno atteso (adozione di misure di prevenzione) e/o di mitigazione delle eventuali conseguenze (adozione di misure di protezione, atte a diminuire l'entità del danno).

La decisione sull'intervento, che sia dell'uno o dell'altro tipo, necessita di stabilire prima quale sia il livello di rischio accettabile Ra, in base al quale verranno giudicate bisognose di intervento in via prioritaria tutte quelle situazioni che presentano un livello di rischio R tale che:

R>Ra

Se quello sin qui esposto è il quadro di riferimento generale, che occorre tenere ben presente, d'altro canto le stesse linee guida contenute negli orientamenti CEE consigliano di riservare solamente ad "alcuni problemi complessi", l'adozione di "un modello matematico di valutazione dei rischi quale ausilio in sede decisionale", come tale "riservato agli specialisti", mentre "nella grande maggioranza dei posti di lavoro, l'espressione matematica di ciò che può essere considerato un rischio accettabile è sostituita dalla messa in atto di una modello di buona pratica corrente".

Uno strumento generale di valutazione dei rischi professionali dovrà quindi rifarsi, almeno in prima istanza, a criteri operativi semplificati che consentano di soddisfare comunque ad alcuni requisiti, peraltro definiti in altrettante fasi dalle stesse linee guida europee:

I. assicurare la maggiore sistematicità possibile al fine di garantire l'Identificazione di tutti i possibili rischi presenti:

II. procedere alla Valutazione dell'Indice di Rischio in senso stretto, per ciascuno dei rischi individuati alla fase 1: ciò significa poter emettere un giudizio di gravità del rischio e quindi di conformità ed adeguatezza della situazione in essere, rispetto alle esigenze di prevenzione e protezione dai rischi;

III. consentire l'Individuazione delle Misure di Prevenzione e Prevenzione da attuare in conseguenza degli esiti della Valutazione dell'Indice di Rischio e stabilire il Programma di Attuazione delle stesse in base ad un ordine di priorità.

Infine un metodo semplificato di Valutazione dell'Indice di Rischio deve consentire di individuare, ove esistano, quei rischi particolari per i quali sono necessarie valutazioni più approfondite, magari di tipo matematico- quantitativo.

E' importante osservare che la fase di Identificazione dei Rischi è sostanzialmente la stessa, qualunque approccio si voglia seguire; si tratta anzi della fase spesso più problematica perché lasciarsi sfuggire un rischio potenziale in questa fase significa non poterlo prendere in considerazione successivamente a tutto scapito della sicurezza che si può pensare di raggiungere; né esistono a tal proposito metodi rigorosi capaci di garantire la voluta esaustività.
L'unico criterio possibile che viene in aiuto in questa fase è quello del maggior grado possibile di sistematicità nel passare in rassegna entrambi i seguenti aspetti:
la realtà aziendale: postazioni di lavoro, aree, operazioni unitarie, condizioni operative, mansioni;
l'inventario dei rischi possibili: rischi per la salute e l'incolumità legati a tutti i potenziali fattori, noti attraverso l'esperienza e la casistica precedente sia a livello aziendale che di settore di attività.

Parallelismo tra possibili approcci

Fase logica Approccio matematico Approcci semplificati

Identificazione dei rischi

  • Fonti potenziali pericolo;
  • Soggetti esposti.
  • Fonti potenziali pericolo;
  • Soggetti esposti.

Valutazione dei rischi: L'Indice di rischio

  • R=f(M,P)
  • Stima di ciascuna situazione a rischio al fine di valutarne la gravità;
  • Confronto con:
    - Norme di legge dici di buona pratica principi generali della prevenzione politica di sicurezza aziendale;
    - Scale semiquantitative di gravità (es. alto, medio, basso).

Determinazione misure prevenzione e/o protezione

  • Livello di rischio accettabile Ra
    Confronto: R>Ra?
    - Priorità;
    -Misure di prevenzione e mitigazione.
  • Individuazione delle misure di prevenzione e/o mitigazione in base al confronto con "modelle di buona pratica corrente
  • Indicazioni per eventuali analisi più approfondite

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