Università
degli Studi di L'Aquila
Dipartimento di Ingegneria
Meccanica, Energetica e Gestionale
|
|
Ogni infortunio comporta, tra le varie conseguenze anche dello spreco più o meno consistente di tempo non lavorato da parte di un certo numero di persone all'interno dell'azienda. Il costo corrispondente è di tipo nascosto in quanto, non essendo direttamente registrato nella contabilità aziendale ed essendo difficilmente quantificabile, viene spesso trascurato. Un infortunio comporta del tempo non lavorato per la persona infortunata, che deve sottoporsi alla visita o alla medicazione e ai successivi controlli medici . Al ritorno al lavoro è probabile che per un certo periodo, l'efficienza del lavoratore sia inferiore e si parla in questo caso di calo di produttività e non si può dimenticare l'interruzione dell'attività lavorativa da parte dei colleghi testimoni dell'incidente che prestano soccorso all'infortunato. In questa voce di costo non debbono essere invece inseriti i periodi di assenza indennizzati poiché altrimenti si terrebbe conto due volte di questa passività ; in definitiva, ci riferisce alla stima dei costi di tempi accessori non indennizzati e ai giorni di assenza che rientrano nella franchigia (3 giorni per l'INAIL). Una possibile scrittura per tale esborso relativo a un infortunio di lieve entità:
Tempo non lavorato [€] = Ore lavorative per la medicazione [ore] x Retribuzione media oraria [€/ora] +
Calo di efficienza [%] x Durata calo di produttività [ore] +
Numero colleghi [unità] x Ore per soccorso da pare dei colleghi [ore] x Retribuzione media oraria [€/ora]