Università
degli Studi di L'Aquila
Dipartimento di Ingegneria
Meccanica, Energetica e Gestionale
| La sicurezza nell'Industria manifatturiera: | 3 | analisi costo/benefici |
Le
risorse economiche complessivamente utilizzate nell'ambito della sicurezza
rispecchiano l'obiettivo che l'azienda si pone nel raggiungimento di un
determinato livello di prestazione in termini di sicurezza, tutte le voci di
costo annualmente impegnate a questo scopo prendono il nome di Costi
di riduzione del rischio. In tale tipologia
rientrano sia gli interventi finalizzati alla riduzione di probabilità di
accadimento
di eventi infortunistici e incidentali, sia le misure di limitazione
dell'entità (magnitudo)dei danni provocati dal manifestarsi di tali
eventi. Il rapporto che sussiste tra il livello di sicurezza e l'ammontare di
risorse dedicate alla riduzione del rischio è intuitivamente di tipo crescente.
Non dimentichiamo i Costi di contenimento delle
conseguenze, tra i quali ha sicuramente un grosso
peso gli oneri assicurativi che rappresentano circa il settanta, novanta
percento di tale tipologia di costo. Qualitativamente l'andamento è di
carattere inverso rispetto ai precedenti. Va ricordato che il D.M. 12 Dicembre
2000 ha significativamente modificato le modalità di determinazione dell'
INAIL. Sono state introdotte due oscillazioni del tasso aziendale: la prima
relativa all'andamento infortunistico e applicata annualmente in modo
automatico, la seconda legata all'attuazione di misure di prevenzione per
migliorare le condizioni di igiene e sicurezza dei luoghi di lavoro. Nel secondo
caso è prevista una riduzione del premio pari al cinque, dieci percento in
relazione al numero di lavoratori/annui.


La caratteristica comune di queste prime due voci di costo è che comunque possono essere controllate e pianificate dal management aziendale. Per quel che concerne i Costi per il rischio sensibile e i Costi per il rischio latente, l'individuazione e la stima sarà molto più difficoltosa visto che tali passività si manifestano a causa di eventi non controllabili in modo diretto e per cui si può al limite fare un analisi statistica come ad esempio l'esame delle serie storiche. Gli andamenti sono qui di seguito riportati:


e come si può
notare l'andamento è asintotico verso lo zero all'aumentare del livello di
sicurezza. Il compito del management è quindi, quello di operare una scelta
ottimale di bilanciamento nelle due leve di gestione: attiva e passiva, al fine
di massimizzare l'efficienza di impiego. Tale scelta si traduce nel definire
l'entità di costi annui sostenuti per la riduzione del rischio e per il
contenimento delle conseguenze in modo da minimizzare il costo totale di
esercizio il quale comprende anche tutti i costi per il rischio sensibile e
latente. Infatti la somma di tutte le poste in gioco determina una curva di
costo totale che presenta un tipico andamento ad U.
Di conseguenza:
C tot = C riduzione del rischio + C contenimento delle conseguenze + C rischio sensibile + C rischio latente
Da un punto di vista teorico per definire il punto economicamente ottimo, occorre individuare quel livello di sicurezza ( S ottimo ) cui corrisponde il minimo della funzione di costo totale:
C MIN = Min {C totale}
C'è da dire che l'esattezza di tale punto dipende fortemente dalla fase di stima delle quattro voci di costo, fase assai delicata. Il management aziendale che ha come obiettivo economico il punto di minimo della curva di costo totale, ma ciò è possibile solo a patto di conoscere l'andamento delle quattro curve di costo in funzione del livello di sicurezza, le quali possono essere stimate solamente attraverso analisi statistiche e metodi di interpolazione applicati su dati previsionali o storici. Ne deriva che una aggregata del budget annuo per la sicurezza, che si fondi sull'impiego delle curve di costo, deve necessariamente prevedere delle analisi di scostamento sia in esercizio sia a consuntivo. Questo per allineare periodicamente l'andamento ipotizzato delle curve rispetto a quello reale.
