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Rappresenta
sicuramente tra tutti i modelli di lettura e di classificazione di voci di costo
inerenti la sicurezza aziendale il più adattabile alle necessità di un tool
gestionale.
Con Costi nascosti
indichiamo tutte le voci di costo che non compaiono normalmente nella
contabilità aziendale e che di conseguenza risultano di difficile
individuazione e stima oppure che ad una prima e superficiale lettura
sembrerebbero non così strettamente attinenti la gestione della sicurezza.
Nonostante la genericità, la definizione adottata evidenzia due aspetti o
per meglio dire due sottocategorie, di costi nascosti:
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Le voci che
di solito non vengono individuate nell' ambito di passività derivanti da
livelli di sicurezza bassi e volendo citare alcune voci sicuramente i costi
dovuti a conflittualità interna o i costi di immagine son da tenere in
debita considerazione anche se di difficile stima;
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Le voci di
costo che pur essendo misurabili sono attribuiti ad altre cause ritenute
estranee l'infortunio o la prevenzione, quali costi di mancata produzione
dovuti alla scarsa inefficienza produttiva; senza dimenticare che possibili
passività possano essere generate ad ulteriori problematiche che ruotano
comunque attorno al tema fondamentale della sicurezza come l'ergonomia del
posto di lavoro o l'inedaguatezza dei dispositivi di protezione individuale.
In letteratura
emerge la convinzione che i costi nascosti rappresentino volendo fare un
paragone concreto ed esemplificativo la parte nascosta dell'iceberg dei costi
dell'infortunio. Sicuramente il rapporto tra costi espliciti e nascosti
dipende in maniera diretta dal particolare scenario aziendale di cui si sta
sviluppando l'analisi contabile come ad esempio il settore, la magnitudo e la
frequenza degli infortuni e la sensibilità del personale della funzione
sicurezza addetto al rilevamento e alla stima di tali passività. Un riferimento
ragionevole può essere quello che stima l'incidenza dei costi nascosti pari a
circa 4 volte i costi espliciti.

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