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626 Sicurezza Macchine: 3 controllo dei costi della sicurezza e gestione del rischio

Costi della sicurezza diretti ed indiretti

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Come è stato già accennato precedentemente è sicuramente il criterio di classificazione più utilizzato da chi opera in azienda in ambito di sicurezza. Tale ottica ha un approccio di carattere generico che permette una suddivisione delle voci di costo relativo ai fenomeni infortunistici negli ambienti di lavoro in due grandi tipologie e che risulta di facile utilizzo per qualsiasi utente.

Approfondendo il significato di tali voci di costo, è possibile attribuire le seguenti definizioni:

  • Costi diretti associati in modo univoco all'oggetto di costo considerato quale l'incidente, l'infortunio o la malattia professionale:
    - Costi medici per l'infortunato (spese ospedaliere, consulti medici, riabilitazione, medicinali);
    - Integrazione dei salari per la quota non coperta da assicurazioni;
    - Danni subiti dai mezzi di produzione (macchinari, attrezzature, edifici, veicoli);
    - Valore della produzione per le interruzioni causate da incidenti;
    - Eventuale perdita di produttività del lavoratore infortunato dopo il suo ritorni al lavoro.

  • Costi indiretti non vengono invece, definiti secondo un rapporto di univocità ed è necessario ricorrere ad un metodo di allocazione:
    - Costi per scioperi o riduzione della produttività della forza lavoro dovuta all'elevata frequenza degli infortuni;
    - Costi degli straordinari necessari a recuperare il tempo perso a seguito dell'incidente e dell'assenza dei lavoratori infortunati;
    - Costo delle attività di indagine, compilazione di verbali e rapporti con le autorità di controllo;
    - Costi di retraining, e di recruiting nel caso in cui ai lavoratori infortunati venga modificata la mansione, a causa dell' elevato turnover del personale che sempre si verifica in ambienti di lavoro poco sicuri.

La più evidente limitazione di tale modellizzazione è che non permette una lettura più articolata delle varie voci, svantaggio da non sottovalutare qualora l'ottica con cui si affronta il problema è di tipo gestionale e non puramente contabile ed inoltre lascia dei margini di equivocità nell'allocazione di alcune voci, non facilmente interpretabili.

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