Decreto del Presidente della
Repubblica 17 maggio 1988, n. 175 (in Gazz. Uff., 1° giugno, n. 127). -
Attuazione della direttiva CEE n. 82/501, relativa ai rischi di incidenti
rilevanti connessi con determinate attività industriali, ai sensi della
legge 16 aprile 1987, n. 183. (GRANDI RISCHI)
Preambolo
Il Presidente della Repubblica:
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Vista la legge 16 aprile
1987, n. 183, concernente il coordinamento delle politiche comunitarie
riguardanti l'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee e
l'adeguamento dell'ordinamento interno agli atti normativi comunitari;
Vista la direttiva CEE n. 82/501 relativa ai rischi di incidenti rilevanti
connessi con determinate attività industriali, indicata nell'elenco C
allegato alla legge 16 aprile 1987, n. 183; Considerato che in data 8
febbraio 1988, ai termini dell'art. 15 della citata legge 16 aprile 1987,
n. 183, che delega il Governo ad emanare norme attuative delle direttive
indicate nel predetto elenco C , è stato inviato lo schema del presente
provvedimento ai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica per gli adempimenti ivi previsti; Acquisito il parere delle
competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata
nella riunione del 13 maggio 1988; Sulla proposta del Ministro per il
coordinamento delle politiche comunitarie, di concerto con i Ministri
degli affari esteri, di grazia e giustizia, del tesoro, dell'interno, dei
bilanci e della programmazione economica, dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, del lavoro e della previdenza sociale, della sanità,
dell'ambiente, per il coordinamento della protezione civile e per gli
affari regionali ed i problemi istituzionali;
Emana il seguente decreto:
Articolo 1
Campo di applicazione.
1. Le disposizioni del presente
decreto concernono la prevenzione di incidenti rilevanti che potrebbero
essere causati da determinate attività industriali e la limitazione delle
loro conseguenze per l'uomo e per l'ambiente.
2. Ai sensi delle disposizioni di cui al comma 1 si intende per:
a) attività industriali:
1) qualsiasi operazione effettuata in impianti industriali di cui
all'allegato I , che comporti o possa comportare l'uso di una o più
sostanze pericolose e che possa presentare rischi di incidenti rilevanti,
nonchè il trasporto effettuato all'interno dello stabilimento per ragioni
interne ed il deposito connesso a tali operazioni all'interno del
medesimo;
2) qualsiasi altro deposito effettuato nelle condizioni specificate
nell'allegato II ;
b) fabbricante:
1) chiunque sia responsabile di una attività industriale;
c) incidente rilevante:
1) un avvenimento quale un'emissione, un incendio o un'esplosione di
rilievo connessi ad uno sviluppo incontrollato di una attività
industriale che dia luogo a un pericolo grave, immediato o differito, per
l'uomo, all'interno o all'esterno dello stabilimento, e per l'ambiente e
che comporti l'uso di una o più sostanze pericolose;
d) sostanze pericolose:
1) per l'applicazione dell'art. 6, le sostanze generalmente considerate
rispondenti ai criteri stabiliti nell'allegato IV , nonchè le sostanze
comprese nell'elenco dell'allegato II , nelle quantità menzionate nella
prima colonna;
2) per l'applicazione dell'art. 4, le sostanze comprese nell'elenco
dell'allegato III e dell'allegato II , nelle quantità menzionate nella
seconda colonna.
Articolo 2
Attività escluse.
1. Sono escluse
dall'applicazione del presente decreto:
a) le installazioni militari e quelle delle forze di polizia;
b) le fabbricazioni e il deposito separato di esplosivi, polveri e
munizioni;
c) le attività estrattive e altre attività minerarie;
d) gli impianti nucleari e gli impianti di trattamento di sostanze e
materiali radioattivi.
Articolo 3
Obblighi dei fabbricanti.
1. Per le attività industriali
definite dall'art. 1 il fabbricante è tenuto a prendere tutte le misure
atte a prevenire gli incidenti rilevanti e a limitarne le conseguenze per
l'uomo e per l'ambiente, nel rispetto delle disposizioni del presente
decreto e delle normative vigenti in materia di sicurezza ed igiene del
lavoro e di tutela della popolazione e dell'ambiente.
2. Il fabbricante è tenuto a dimostrare, ad ogni richiesta dell'autorità
competente, di avere provveduto all'individuazione dei rischi di incidenti
rilevanti, all'adozione delle appropriate misure di sicurezza e
all'informazione, all'addestramento e all'equipaggiamento, ai fini di
sicurezza, del dipendente e di coloro che accedono all'azienda per motivi
di lavoro.
3. L'adempimento degli obblighi di cui agli articoli 4, 6 e 9 non solleva
il fabbricante dalle responsabilità derivanti dai principi generali
dell'ordinamento.
Articolo 4
Obbligo di notifica.
1. Fermo il disposto dell'art. 3,
il fabbricante è tenuto a far pervenire una notifica ai Ministri
dell'ambiente e della sanità:
a) qualora eserciti un'attività industriale che comporti o possa
comportare l'uso di una o più sostanze pericolose riportata nell'allegato
III , nelle quantità ivi indicate, come:
1) sostanze immagazzinate o utilizzate in relazione con l'attività
industriale interessata;
2) prodotti della fabbricazione;
3) sottoprodotti;
4) residui;
5) prodotti di reazioni accidentali;
b) o, qualora siano immagazzinate una o più sostanze pericolose riportate
nell'allegato II , nelle quantità ivi indicate nella seconda colonna.
2. Il fabbricante è ugualmente tenuto a far pervenire la notifica qualora
le quantità delle sostanze pericolose, di cui alle lettere a) e b) del
comma 1, siano complessivamente raggiunte o superate in più stabilimenti
distanti tra loro meno di 500 metri, di proprietà del medesimo
fabbricante.
3. Copia della notifica deve essere inviata alla regione o provincia
autonoma territorialmente competente.
4. Della avvenuta notifica, a norma del comma 1, è data notizia al
Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato.
5. Nel caso di aree ad elevata concentrazione di attività industriali,
individuate ai sensi dell'art. 12, comma 3, lettera d) , la regione
prescrive ai fabbricanti di stabilimenti distanti tra loro meno di 500
metri, l'obbligo di notifica ove la quantità delle sostanze pericolose,
di cui alle lettere a) e b) del comma 1, siano complessivamente raggiunte
o superate.
Articolo 5
Contenuto della notifica.
1. Alla notifica di cui all'art.
4 deve essere allegato un rapporto di sicurezza contenente i seguenti
elementi:
a) informazioni relative alle sostanze riportate rispettivamente
nell'allegato II e nell'allegato III concernenti:
1) i dati e le informazioni elencati nell'allegato V;
2) la fase dell'attività in cui esse intervengano o possano intervenire;
3) la quantità (ordine di grandezza);
4) il comportamento chimico e/o fisico nelle condizioni normali di
utilizzazione durante il procedimento;
5) le forme in cui possono presentarsi o trasformarsi in caso di anomalie
prevedibili;
6) le altre sostanze pericolose la cui presenza, anche eventuale, può
influire sul rischio potenziale dell'attività industriale in questione;
b) informazioni relative agli impianti concernenti:
1) la loro ubicazione, le relative caratteristiche idrogeologiche e
sismiche, le condizioni meteorologiche dominanti, nonchè le fonti di
pericolo imputabili alla situazione del luogo;
2) il numero massimo degli addetti e segnatamente di quelli esposti al
rischio;
3) la descrizione generale dei processi tecnologici;
4) la descrizione delle parti dell'impianto rilevanti dal punto di vista
della sicurezza, delle cause di pericolo, delle condizioni che rendono
possibile il verificarsi di un incidente rilevante e delle misure di
prevenzione adottate o previste;
5) le misure prese per assicurare che siano disponibili in ogni momento i
mezzi tecnici necessari per garantire il funzionamento degli impianti in
condizioni di sicurezza e per far fronte a qualsiasi inconveniente;
6) le cautele operative da usare in caso di incidenti rilevanti;
c) informazioni relative ad eventuali situazioni di incidente rilevante
concernenti:
1) i piani di emergenza, compresa l'attrezzatura di sicurezza, i sistemi
di allarme e i mezzi di intervento previsti all'interno dello stabilimento
in casi di incidente rilevante;
2) qualsiasi informazione necessaria alle autorità competenti per
consentire l'elaborazione dei piani di emergenza all'esterno dello
stabilimento;
3) il nome della persona o delle persone responsabili per la sicurezza e
per l'attuazione dei piani di emergenza interni, nonchè per la
comunicazione immediata al prefetto ed all'autorità competente;
d) indicazione del fabbricante sul se e su quali misure assicurative e di
garanzia per i rischi di danni a persona, a cose e all'ambiente abbia
adottato in relazione all'attività esercitata.
Articolo 6
Dichiarazione.
1. Fermo il disposto dell'art. 3
dell'art. 12, comma 3, lettera e) , il fabbricante è tenuto a far
pervenire alla regione o provincia autonoma territorialmente competente e
al prefetto una dichiarazione:
a) qualora eserciti una attività industriale che comporti o possa
comportare l'uso di una o più sostanze pericolose riportate nell'allegato
IV , come:
1) sostanze immagazzinate o utilizzate in relazione con l'attività
industriale interessata;
2) prodotti della fabbricazione;
3) sottoprodotti;
4) residui;
5) prodotti di reazioni accidentali;
b) o qualora siano immagazzinate una o più sostanze pericolose riportate
nell'allegato II , nelle quantità ivi indicate nella prima colonna.
2. Nella dichiarazione il fabbricante deve precisare che si è provveduto,
indicando le modalità:
a) all'individuazione dei rischi di incidenti rilevanti;
b) all'adozione di misure di sicurezza appropriate;
c) all'informazione, all'addestramento e all'attrezzatura, ai fini della
sicurezza delle persone che lavorano in situ .
3. Il fabbricante indica altresì se e quali misure assicurative e di
garanzia per i rischi di danni a persone, a cose e all'ambiente abbia
adottate in relazione all'attività esercitata.
Articolo 7
Attività industriali esistenti.
1. Il presente decreto si applica
sia alle nuove attività industriali, sia a quelle già esistenti alla
data di entrata in vigore del presente decreto.
2. Qualora si apportino modifiche alle attività industriali esistenti,
tali da farle rientrare nel campo di applicazione del presente decreto, si
procede come per le nuove attività industriali.
3. Ai fini dell'applicazione degli articoli 4 e 6, per gli impianti
industriali già in esercizio alla data di cui al comma 1, i fabbricanti
sono tenuti a trasmettere la notifica di cui all'art. 4 entro l'8 luglio
1989 e la dichiarazione di cui all'art. 6 entro il 31 dicembre 1990.
4. Ai fini dell'applicazione degli articoli 4 e 6 sono fatti salvi gli
adempimenti già posti in essere dai fabbricanti in attuazione
dell'ordinanza del Ministro della sanità del 21 febbraio 1985, e
successive modificazioni, alla data di entrata in vigore del presente
decreto, salve le eventuali integrazioni in conformità degli articoli
stessi.
5. Per gli atti di cui al comma 4 si provvede d'ufficio alla trasmissione
della documentazione già inviata alle autorità competenti ai sensi del
presente decreto; l'onere delle spese per le copie è a carico del
fabbricante.
Articolo 8
Aggiornamento del rapporto.
1. La notifica di cui all'art. 4
e la dichiarazione di cui all'art. 6 devono essere aggiornate su richiesta
delle autorità competenti, sulla base delle nuove conoscenze in materia
di sicurezza e di valutazione dei rischi. In ogni caso tale aggiornamento
deve essere effettuato ogni tre anni.
2. La notifica deve essere altresì aggiornata ove si attuino modifiche
dell'attività industriale che possano avere implicazioni per i rischi di
incidenti rilevanti.
Articolo 9
Nuove attività industriali.
1. Il fabbricante, prima di dare
inizio ad una nuova attività industriale rientrante nel campo di
applicazione del presente decreto, è tenuto alla presentazione della
notifica a norma degli articoli 4 e 5 o della dichiarazione a norma
dell'art. 6 del presente decreto.
2. Il fabbricante è tenuto a corredare la notifica di cui all'art. 216
del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, con una copia della perizia
giurata prevista dal comma 3.
3. Il fabbricante, fermo quanto previsto dai commi 5 e 6, può dare inizio
alla attività industriale trascorsi sessanta giorni dalla comunicazione
alle medesime autorità destinatarie della notifica di una perizia
giurata, redatta da professionisti iscritti nei competenti albi
professionali.
4. La perizia giurata deve attestare:
a) la veridicità e la completezza delle informazioni;
b) la conformità delle misure di sicurezza previste alle prescrizioni
generali stabilite dal decreto interministeriale di cui all'art. 12, comma
1.
5. Fatti salvi i provvedimenti di cui all'art. 19, entro il termine di cui
al comma 3, le autorità competenti possono dettare le prescrizioni che,
ai sensi del decreto interministeriale di cui all'art. 12, comma 1, e
sulla base delle informazioni fornite, sono necessarie a garantire la
sicurezza dell'impianto; il fabbricante deve adottare tali prescrizioni
per dare inizio alla attività industriale. Le prescrizioni medesime sono
trasmesse al sindaco ai fini di cui al comma 6.
6. Il sindaco provvede sulla agibilità degli impianti soltanto dopo che
sia decorso il termine di cui al comma 3. Le autorità competenti, nei
casi previsti dall'art. 216 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265,
dagli articoli 4 e 11 del regio decreto-legge 2 novembre 1933, n. 1741,
convertito dalla legge 8 febbraio 1934, n. 367, dall'art. 5, quarto comma,
del decreto del Presidente della Repubblica 15 aprile 1971, n. 322,
dall'art. 48 del decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n.
303, e negli altri casi in cui l'inizio dell'attività è subordinata al
rilascio dell'autorizzazione o concessione, provvedono soltanto dopo aver
acquisito copia della perizia giurata.
Articolo 10
Accadimento di incidente rilevante.
1. Quando un incidente abbia
a verificarsi, il fabbricante è tenuto ad informare immediatamente il
prefetto e il sindaco, comunicando appena possibile:
a) le circostanze dell'incidente;
b) le sostanze pericolose coinvolte, ai sensi dell'art. 1, comma 2,
lettera d) ;
c) le misure di emergenza adottate o che intende adottare per rimediare
agli effetti dell'incidente, a medio e a lungo termine, e ad evitare che
esso si riproduca.
2. Il prefetto informa immediatamente i Ministri per il coordinamento
della protezione civile, dell'ambiente e della sanità, nonchè il
presidente della regione territorialmente competente.
3. Le autorità di cui ai commi 1 e 2 raccolgono le informazioni
eventualmente necessarie al completamento dell'analisi dell'incidente, si
accertano che siano presi i necessari provvedimenti di emergenza, a medio
e lungo termine, e possono formulare raccomandazioni.
4. In casi di incidente rilevante si procede d'ufficio a nuova
istruttoria.
Articolo 11
Informazione della popolazione.
1. I dati e le informazioni
relativi alle attività industriali raccolti dalle autorità pubbliche in
applicazione del presente decreto, possono essere utilizzati solo per gli
scopi per i quali sono stati richiesti.
2. A tutela del segreto industriale, chiunque sia incaricato di esaminare
gli atti di notifica o gli atti di dichiarazione, è tenuto a non
divulgare le informazioni di cui venga a conoscenza.
3. Fatto salvo il dovere di informare la popolazione, previsto dall'art.
17, comma 2, l'informazione, a cura dei sindaci, deve contenere almeno le
seguenti notizie:
a) il tipo di processo produttivo secondo l'allegato I ;
b) le sostanze presenti e le loro quantità in ordine di grandezza secondo
gli allegati II , III e IV ;
c) i rischi possibili per i lavoratori, la popolazione e l'ambiente;
d) le conclusioni sul rapporto di sicurezza e le misure integrative di cui
all'art. 19;
e) le misure di sicurezza e le norme di comportamento da seguire in caso
di incidente.
Articolo 12
Funzioni d'indirizzo.
1. Con uno o più decreti del
Ministro dell'ambiente, di concerto con i Ministri della sanità e
dell'industria, del commercio e dell'artigianato, verranno indicate le
norme generali di sicurezza cui devono, sulla base della disciplina
vigente, attenersi tutti i fabbricanti le cui attività industriali
rientrano nel campo di applicazione del presente decreto, nonchè le
modalità con le quali il fabbricante deve procedere all'individuazione
dei rischi di incidenti rilevanti, all'adozione delle appropriate misure
di sicurezza, all'informazione, all'addestramento e all'equipaggiamento di
coloro che lavorano in sito.
2. In via di prima applicazione, i decreti di cui al comma 1 saranno
emanati nel termine di centottanta giorni dalla data di entrata in vigore
del presente decreto. In caso di mancato accordo tra i Ministri
concertanti, a richiesta motivata di uno o più di questi, e, comunque, a
seguito dell'inutile decorso del termine suddetto, all'emanazione dei
decreti provvederà il Presidente del Consiglio dei Ministri, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri.
3. I Ministri dell'ambiente e della sanità, d'intesa con le
Amministrazioni eventualmente interessate, di concerto:
a) esercitano le funzioni di indirizzo e coordinamento delle attività
connesse all'applicazione del presente decreto;
b) stabiliscono le procedure per la vigilanza sull'applicazione delle
disposizioni del presente decreto, nonchè per la valutazione
dell'efficacia e dello stato di applicazione delle stesse;
c) indicano le modalità di standardizzazione per la dichiarazione di cui
all'art. 6;
d) individuano le aree ad elevata concentrazione di attività industriali
che possono comportare maggiori rischi di incidenti rilevanti e nelle
quali può richiedersi la notifica ai sensi dell'art. 4, comma 2, nonchè
la predisposizione di piani di emergenza esterni interessanti l'intera
area;
e) indicano eventualmente le quantità di sostanze di cui all'allegato IV
, nonchè le modalità di detenzione delle stesse, che consentano
l'esenzione dei fabbricanti dall'obbligo della dichiarazione.
Articolo 13
Ministri competenti.
1. I Ministri dell'ambiente e
della sanità provvedono, d'intesa, a:
a) fornire al prefetto competente per territorio e al comitato di cui
all'art. 15, comma 1, lettera b) , le informazioni acquisite in merito ai
piani di emergenza esterni;
b) comunicare le informazioni di cui all'art. 17, comma 2, agli Stati
membri delle Comunità europee che possono essere coinvolti da un
incidente rilevante dovuto ad una attività industriale notificata ai
sensi dell'art. 4;
c) predisporre ed aggiornare l'inventario nazionale delle attività
industriali nell'ambito di incidenti rilevanti;
d) predisporre, nell'ambito delle rispettive competenze, una banca dati
sui rapporti di sicurezza e sulle relative conclusioni; informare
tempestivamente la Commissione delle Comunità europee sugli incidenti
rilevanti verificatisi sul territorio nazionale e comunicare, non appena
disponibili, le informazioni che figurano nell'allegato V ;
e) segnalare alla predetta Commissione ogni sostanza che dovrebbe essere
aggiunta agli allegati II e III , e tutte le misure eventualmente prese
per quanto riguarda tali sostanze.
2. Con decreto del Ministro dell'ambiente, di concerto con il Ministro
della sanità, sarà data attuazione alle direttive che saranno emanate
dalla Comunità economica europea per le parti in cui modifichino modalità
esecutive e caratteristiche di ordine tecnico, relative alla direttiva di
cui al presente decreto.
Articolo 14
Organi tecnici.
1. Ai fini dell'espletamento dei
compiti e delle funzioni istituzionali previsti dal presente decreto, sono
organi tecnici:
a) l'Istituto superiore di sanità (ISS);
b) l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro
(ISPESL);
c) il Consiglio nazionale delle ricerche, nei suoi istituti specialistici;
d) il Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Articolo 15
Organi consultivi.
1. Ai fini dell'espletamento dei
compiti e delle funzioni istituzionali previsti dal presente decreto sono
organi consultivi e propositivi:
a) la commissione istituita dal Ministro della sanità con decreto in data
23 dicembre 1985, integrata di volta in volta con un rappresentante
designato dalla regione, dal comune o dall'unità sanitaria locale, nel
cui ambito territoriale ha sede l'attività industriale di cui all'art. 4,
nonchè con l'ispettore regionale o interregionale dei vigili del fuoco e
con il comandante provinciale dei medesimi, competenti per territorio;
b) il comitato di coordinamento delle attività di sicurezza in materia
industriale, istituito con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri in data 18 dicembre 1985.
Articolo 16
Compiti delle regioni.
1. Le regioni:
a) partecipano all'attività degli organi consultivi indicati nell'art.
15;
b) ricevono ed esaminano le dichiarazioni di cui all'art. 6 e i progetti
di nuovi impianti di cui all'art. 9;
c) formulano, in ordine ai progetti di nuovi impianti, sottoposti
all'obbligo di dichiarazione, eventuali osservazioni e proposte
integrative, anche istituendo apposite conferenze con la partecipazione
dei rappresentanti degli enti locali e organismi pubblici interessati;
d) trasmettono la dichiarazione del fabbricante, corredata con le
eventuali osservazioni di cui alla lettera c) , alle autorità competenti
a rilasciare autorizzazioni o concessioni per l'esercizio dell'attività
industriale;
e) chiedono, relativamente agli impianti esistenti, sottoposti all'obbligo
di dichiarazione, eventuali informazioni supplementari e, se del caso,
formulano osservazioni circa le misure integrative o modificative
esclusivamente a seguito di ispezione collegiale da parte dei
rappresentanti degli enti locali e degli organismi pubblici interessati;
f) comunicano ai Ministeri della sanità e dell'ambiente i risultati
dell'esame di cui alla lettera c) , ai fini della predisposizione
dell'inventario nazionale delle attività industriali a rischio di
incidente rilevante;
g) vigilano affinchè il fabbricante soggetto all'obbligo di notifica o di
dichiarazione nell'esercizio dell'attività industriale mantenga
costantemente le misure di sicurezza stabilite per la prevenzione degli
incidenti;
h) disciplinano le modalità di esercizio delle competenze attribuite.
Articolo 17
Funzioni del prefetto.
1. Per limitare gli effetti
dannosi derivanti da situazioni di emergenza, per ciascuna delle attività
industriali rientranti nel campo di applicazione dell'art. 4, sulla scorta
delle informazioni fornite dal fabbricante e del parere espresso dal
comitato di cui all'art. 15, comma 1, lettera b) , il prefetto competente
per territorio, avvalendosi della collaborazione del comitato di cui al
primo comma, punto 1, dell'art. 14 del decreto del Presidente della
Repubblica 6 febbraio 1981, n. 66, deve predisporre un piano di emergenza
esterno all'impianto. Il piano è comunicato ai Ministri dell'interno e
per il coordinamento della protezione civile.
2. Il prefetto, dopo aver approvato il piano di cui al comma 1, assicura
che la popolazione interessata sia adeguatamente informata sui rischi
conseguenti l'esercizio dell'attività di cui all'art. 4, sulle misure di
sicurezza messe in atto per prevenire l'incidente rilevante, sugli
interventi di emergenza predisposti all'esterno dello stabilimento in caso
di incidente rilevante e sulle norme da seguire in caso di incidente.
3. Le informazioni di cui al comma 2 sono comunicate ai Ministri
dell'ambiente e della sanità ed alle regioni interessate.
Articolo 18
Istruttoria.
1. L'istruttoria sulle
attività industriali, di cui all'art. 4, è svolta in sede ministeriale
con l'ausilio degli organi tecnici di cui all'art. 14 e degli organi
consultivi di cui all'art. 15.
2. Il Ministro dell'ambiente, di concerto con il Ministro della sanità,
designa, con l'assenso dell'Amministrazione di appartenenza, tra i
funzionari della qualifica direttiva o dirigenziale dei due Ministeri o
degli organi ed enti di cui al comma 1, il responsabile di ciascuna
istruttoria e di ogni altro atto connesso, dandone immediata comunicazione
al fabbricante.
3. Il responsabile dell'istruttoria trasmette immediatamente il rapporto
di sicurezza, eventualmente corredato dalla perizia giurata prevista
dall'art. 9, comma 3, agli organi tecnici di cui all'art. 14, i quali
devono esprimere la loro valutazione richiedendo, se del caso, tramite il
responsabile dell'istruttoria, informazioni complementari al fabbricante.
4. Il responsabile dell'istruttoria acquisisce gli atti degli organi
tecnici, attraverso una conferenza di servizio, ovvero con altre modalità
funzionali ed organizzative che di volta in volta appaiano necessarie in
relazione alla complessità delle indagini, e può avvalersi anche del
contributo dei competenti organi locali.
5. Il responsabile dell'istruttoria, trascorsi sessanta giorni dalla
notifica o dalla data di ricevimento delle informazioni complementari
richieste, indice la conferenza di servizio di cui al comma 4, invitando i
rappresentanti degli organi tecnici di cui all'art. 14, e delle altre
autorità interpellate, nonchè i rappresentanti delle regioni e dei
comuni interessati; ne raccoglie le valutazioni a verbale e compila una
relazione complessiva da trasmettere, entro i successivi quindici giorni,
agli organi consultivi di cui all'art. 15, i quali, a loro volta, si
pronunciano entro trenta giorni dalla data di ricevimento degli atti.
6. I Ministeri dell'ambiente e della sanità, previe intese, forniscono il
supporto organizzativo e ausiliario ai responsabili dell'istruttoria.
Articolo 19
Provvedimenti adottati.
1. Acquisiti gli atti
istruttori ed i pareri degli organi consultivi, il Ministro dell'ambiente,
di concerto con il Ministro della sanità, formula le conclusioni sul
rapporto di sicurezza, indicando, se del caso, le eventuali misure
integrative o modificative ed i tempi entro i quali il fabbricante è
tenuto ad adeguarsi. Le conclusioni devono essere motivate con riferimento
alle norme generali di sicurezza previste dall'art. 12, comma 1, ovvero,
in difetto di queste, alle norme vigenti, e comunque con riferimento a
specifiche ed individuate esigenze connesse al caso concreto.
2. Le conclusioni sul rapporto di sicurezza sono trasmesse alle regioni,
perchè provvedano alla vigilanza sullo svolgimento dell'attività
industriale, nonchè al prefetto competente, ai fini della predisposizione
del piano di emergenza esterna.
3. Avverso la determinazione di misure integrative e modificative di cui
al comma 1, il fabbricante può proporre ricorso in opposizione, entro
trenta giorni dalla comunicazione, depositandolo presso il Ministero della
sanità. Il ricorso è deciso con decreto del Ministro dell'ambiente, di
concerto con il Ministro della sanità, sentiti i Ministri dell'industria,
del commercio e dell'artigianato e del lavoro e della previdenza sociale.
Il ricorso sospende il termine entro il quale il fabbricante deve
adeguarsi.
4. Le misure integrative e modificative, stabilite ai sensi del comma 1,
costituiscono, se necessario, variante della concessione edilizia
rilasciata dal sindaco.
Articolo 20
Funzioni ispettive.
1. Ferme restando le attribuzioni
delle Amministrazioni dello Stato e degli enti territoriali e locali,
definite dalla legge 23 dicembre 1978, n. 833, e dalla vigente
legislazione, le funzioni ispettive per l'applicazione del presente
decreto possono essere altresì esercitate da funzionari nominati dal
Ministro dell'ambiente e dal Ministro della sanità, anche congiuntamente,
nell'ambito del personale dell'Istituto superiore di sanità,
dell'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro e dei
vigili del fuoco, del Ministero dell'ambiente e del Ministero della sanità,
d'intesa con le Amministrazioni di appartenenza.
2. Gli ispettori possono accedere a tutti gli impianti e sedi di attività
di cui al presente decreto e richiedere tutti i dati, le informazioni ed i
documenti necessari per l'espletamento delle loro funzioni. Essi sono
muniti di documenti di riconoscimento rilasciato dalle autorità che li
hanno nominati e sono ufficiali di polizia giudiziaria.
3. Le regioni possono disporre ispezioni nell'ambito delle proprie
competenze, avvalendosi di proprio personale.
Articolo 21
Sanzioni.
1. Il fabbricante che omette di
effettuare la notifica di cui agli articoli 4 e 5, nel termine prescritto
dall'art. 7, comma 3, ovvero prima dell'inizio dell'attività, è punito
con l'arresto fino ad 1 anno.
2. Il fabbricante che omette di presentare la dichiarazione di cui
all'art. 6, nel termine prescritto dall'art. 7, comma 3, ovvero prima
dell'inizio dell'attività, è punito con l'arresto fino a 6 mesi.
3. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il fabbricante che non
pone in essere le prescrizioni indicate nel rapporto di sicurezza o nelle
eventuali misure integrative prescritte dall'autorità competente, è
punito con l'arresto da 6 mesi a 3 anni.
4. Il fabbricante che contravviene agli obblighi previsti dall'art. 8,
comma 1, è assoggettato alla sanzione amministrativa consistente nel
pagamento di una somma di denaro da due a cinque milioni di lire. La
sanzione è irrogata dal prefetto.
5. Il fabbricante che non aggiorna la notifica in conformità dell'art. 8,
comma 2, è punito con l'arresto fino a 6 mesi.
6. Fatti salvi i casi di responsabilità penale, qualora si accerti che
nell'impianto industriale non siano rispettate le misure di sicurezza
previste nel rapporto o indicate dall'autorità competente, la regione
diffida il fabbricante ad adottare le necessarie misure, dandogli un
termine non superiore a sessanta giorni, prorogabile in caso di
giustificati, comprovati motivi. In caso di inadempimento è ordinata la
sospensione dell'attività da parte della regione competente per il tempo
necessario all'adeguamento degli impianti alle prescrizioni previste
dall'art. 19, comma 1, e comunque per un periodo non superiore a 6 mesi.
Ove il fabbricante, anche dopo il periodo di sospensione, continui a non
adeguarsi alle prescrizioni indicate dai Ministeri dell'ambiente e della
sanità, è ordinata, da parte della stessa regione, la chiusura
dell'impianto o, ove possibile, del singolo reparto.
Allegato 1
Allegato unico.
(Sono omessi gli allegati).
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