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Tutte le informazioni
disponibili, sia quantitative che qualitative, sia oggettive che soggettive,
possono essere utilizzate per stimare in modo più efficace l'efficienza di un
dispositivo nell'esercizio di un'attività lavorativa.
La base logica del metodo è costituita dall'Analytic Hierarchy Process
(AHP). Sviluppato da Saaty (1980), l'AHP è una metodologia di analisi
decisionale multi-criterio robusta e flessibile, che formula il problema
decisionale in una struttura gerarchica e definisce le priorità dei suoi
elementi, ogni livello, confrontando la loro reciproca importanza o
(verosimiglianza) rispetto ad un attributo comune.
Tra le varie metodologie decisionali multi-arbitrio disponibili in letteratura,
si è preferito l'AHP per la capacità di integrare efficacemente fattori
oggettivi e soggettivi, quantitativi e qualitativi.
Per una completa e rigorosa trattazione di tale metodologia, ci si può comunque
rifare alla letteratura internazionale (Saaty, 1980 e 1994). La struttura base
dell'AHP viene sintetizzata nello schema seguente:
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L'AHP è strutturato nei seguenti passi
principali:
1) creazione di una struttura gerarchica mediante
scomposizione del problema decisionale in sottoproblemi (elementi
decisionali) più facilmente risolubili (ovvero criteri e alternative).
2) a ogni livello della gerarchia, l'importanza
relativa dei criteri viene determinata rispetto all'elemento decisionale
di livello superiore (per esempio, classe di criteri) per mezzo del
confronto a coppie in termini di importanza relativamente al problema
decisionale principale (livello primo della gerarchia) utilizzando una
scala numerico/linguistica come quella riportata di seguito (Saaty, 1980):
| Giudizi linguistici |
Grado
d'importanza |
| Ugualmente importante |
1 |
| Moderatamente più importante |
3 |
| Sensibilmente più importante |
5 |
| Fortemente più importante |
7 |
| Estremamente più importante |
9 |
Valori intermedi possono essere venire utilizzati
per generare ulteriori livelli di discriminazione.
Per esempio, se il criterio X viene giudicato "fortemente più
importante" del criterio Y, viene dato un valore numerico di 7.
I valori reciproci di quelli utilizzati in tabella sono utilizzati per
esprimere i giudizi opposti.
Se il criterio Y è "moderatamente meno importante" del criterio
Z, allora viene dato un valore numerico di 1/3.
Le informazioni derivanti dal confronto a coppie
vengono organizzate in una struttura a matrice (A) e utilizzati per
ottenere i pesi locali assoluti ( Wjk ; dove
j=1,...,n rappresenta i criteri; k=1,...m rappresenta i livelli della
gerarchia) come mostrato nel seguito (Metodo dell'Autovalore di Saaty):
A . Wjk = λ
. Wjk
dove:
A = matrice dei confronti a coppie;
Wjk = vettore dei pesi locali assoluti;
λ = autovalore massimo della matrice A.
3) Calcolo dei pesi globali assoluti di
importanza ( Wj ):
Wj = Πk (
Wjk )
4) Determinazione, mediante confronto a coppie,
dei pesi delle alternative decisionali rispetto a ogni criterio,
utilizzando la stessa procedura descritta al passo 2. L'output di questo
passo sono le classifiche locali assolute delle alternative rispetto a
ogni criterio Rij ; dove i=1,...,p rappresenta le alternative).
5) Calcolo della classifica globale assoluta (priorità) delle alternative
decisionali (Pj), moltiplicando la classifica locale assoluta
determinata per ogni criterio per i corrispondenti pesi globali assoluti
dei criteri:
Pi = Σj ( Wj .
Rij )
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Un approccio
basato sull'AHP appare in grado di fornire una metodologia flessibile e di
facile comprensione con cui analizzare l'efficienza e i dispositivi che
concorrono nel determinare tale livello e definirne conseguentemente le azioni
correttive congruenti.
In un a prima fase l'AHP è utilizzato per ottenere la scala di priorità
dell'efficienza dei dispositivi individuati nello svolgimento di una specifica
attività. Per ciascuno di essi si descrive una distribuzione di verosimiglianza
dell'efficienza che permette un adeguata formalizzazione del reale livello.
In seguito, la metodologia permette di ricavare una distribuzione sintetica di
verosimiglianza dell'efficienza del sistema protettivo per l'intera attività
nel suo complesso.
In una seconda fase si stimano sempre per mezzo dell'AHP, le distribuzioni di
verosimiglianza delle cause di efficienza complessiva ottenendo così, per ogni
dispositivo e per l'intera attività, gli effetti contributi di tali dispositivi
alla determinazione dell'efficienza del sistema protettivo, facilitando
l'implementazione di azioni correttive congruenti.
Di seguito, ci si sofferma sui punti di forza dell'AHP che rendono questa
tecnica particolarmente interessante nella gestione della sicurezza.
Secondo il metodo sviluppato, l'AHP conduce l'utente alla determinazione:
-
dell'importanza
dei dispositivi nell'influenzare l'efficienza totale del sistema protettivo;
-
della
verosimiglianza dei pesi dei pericoli;
-
della
verosimiglianza delle cause (dispositivi) di efficienza (pesate mediante i
pesi delle lavorazioni)
attraverso un
processo sequenziale di paragoni a coppie, utilizzando una scala linguistica e/o
numerica. La caratteristica principale di questa
metodologia è la maggior
affidabilità dei giudizi relativi rispetto ai giudizi assoluti, dal momento che
i primi riflettono una più profonda corrispondenza con le categorie mentali
dell'uomo. L'AHP favorisce l'integrazione di valutazioni oggettive e soggettive,
quantitative e qualitative, e sfrutta l'ampio spettro delle informazioni
disponibili.
Sebbene il numero dei paragoni a coppie richiesto per la determinazione dei pesi
dei dispositivi e delle funzioni di efficienza del sistema protettivo sia
ridondante a quanto strettamente necessario, tale ridondanza di informazioni
permette di ottenere una migliore classificazione. Il livello di consistenza
può essere calcolato e, qualora l'inconsistenza superi un determinato valore
soglia , il decisore è tenuto a riesaminare più attentamente il modo in cui ha
elicitato i giudizi o raccogliere ulteriori informazioni. Esistono numerose
pubblicazioni relativamente all'aggregazione di giudizi multipli che utilizzano
una struttura AHP (Basak e Saaty, 1993; Saaty 1994).
In tal senso, la metodologia semplifica il processo di valutazione grazie alle
due seguenti caratteristiche:
-
rende il
processo più flessibile: tutti i fattori rilevanti utilizzati per
valutare il rischio vengono considerati in maniera sintetica all'intero del
processo di elicitazione dei giudizi degli esperti invece che in modo
analitico e indipendente. In questo senso, la metodologia è mirata ad
accrescere e rendere più efficace la percezione dell'efficienza protettiva;
-
permette di
integrare fattori soggettivi e qualitativi con altri oggettivi
attraverso l'attività del valutatore o di esperti, i quali sono chiamati ad
emettere giudizi sintetici.
Inoltre l'AHP
viene utilizzato per assistere il valutatore nell'identificazione delle
cause di efficienza di tutti i dispositivi in modo sintetico e più completo.
Esso permette ai manager di individuare una base più razionale sulla quale
orientare le decisioni e allocare le risorse. Il modello sviluppato riduce il
grado di arbitrarietà del processo di valutazione del sistema protettivo
attraverso tre caratteristiche fondamentali:
-
la stima
del livello di efficienza della protezione è realizzata attraverso un
modello gerarchico e comparativo tra dispositivi differenti, il quale
consente anche di giungere anche ad un giudizio sintetico sull'efficienza
globale dell'attività in esame;
-
le stime
non avvengono mediante valori puntuali ma attraverso distribuzioni di
valori, facilitando notevolmente il processo di stima e rendendolo anche
più trasparente;
-
il modello
consente inoltre una prima individuazione della natura e dell'importanza
relativa delle cause (dispositivi) all'origine di tale livello di
efficienza.
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