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Logistica: 5 Movimentazione

Movimentazione

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Unitarizzazione del carico:

Nella movimentazione dei materiali è importante avere a che fare con raggruppamenti di merci che siano:

􀂃 sufficientemente grandi da permettere economie di scala nel trasporto (costo per unità di merce trasportata);
􀂃 sufficientemente piccoli da rendere possibili le operazioni di presa, sollevamento, trasporto e rilascio; in questa ottica si introduce l’unitarizzazione del carico, che praticamente si ottiene attraverso la “palletizzazione” e la “containerizzazione”.

Containers:

Sono praticamente utilizzati i container delle due dimensioni standard:

􀂃 8’ x 8’ x 20’
􀂃 8’ x 8’ x 40’

Pallets:

Sono superfici di carico, in legno o metallo, a uno o due piani di appoggio, con forcolabilità mono o bilaterale, su cui può essere posizionata la merce. Gli standard USA prevedono una dimensione di base di 40” x 48”, che ne permette la disposizione in container. I pallet europei di dimensioni standard (Europallet) sono essenzialmente di tre misure: 800 mm x 800 mm, 800 mm x 1000 mm, 800 mm x 1200 mm.

Layout:

Gli spazi di un magazzino sono sempre suddivisi in due zone: stoccaggio e prelievo. L’importanza relativa delle due zone dipende da diversi fattori
quali: le dimensioni e la forma del carico unitarizzato, il livello di automazione di magazzino, i sistemi di movimentazioni impiegati. La zona di immagazzinamento è solitamente dotata di scaffali metallici (a volte in legno), dove il materiale può essere disposto fino ad altezze considerevoli, occupate nelle zone più basse dai codici con maggiore rotazione. Le attrezzature impiegate nella zona di prelievo dipendono in massima parte dalla tipologia di materiali immagazzinati.

La disposizione delle merci nel magazzino di prelievo è realizzata in funzione della regola con la quale l’addetto al prelievo predispone la spedizione. Le regole più usate sono:

􀂃 Sequenziamento: le merci sono disposte in una sequenza prestabilita; gli ordini di prelievo devono pertanto seguire lo stesso ordine al fine di evitare inutili ritorni indietro dell’addetto al picking.

􀂃 Zonizzazione: in questo caso a ciascun addetto è assegnata una porzione del magazzino di prelievo; un singolo ordine deve pertanto essere splittato in più ordini di prelievo (uno per ciascuna zona); gli ordini dovranno poi essere riassociati per la costituzione della spedizione.

􀂃 Lottizzazione: l’addetto provvede alla formazione di più ordini contemporaneamente; durante le operazioni di prelievo, sono prelevate merci relative a diversi ordini cliente; le merci prelevate dovranno poi essere suddivise sui vari ordini cliente.

Scelta dei dispositivi di movimentazione

Sebbene esistano moltissime opzioni per la movimentazione dei materiali, le possibili scelte sono comunque riconducibili alle seguenti possibilità:

􀂃 Dispositivi manuali: transpallet e carrelli manuali richiedono un modesto investimento ma sono limitati dal punto di vista dei carichi trasportabili e dei tempi di trasporto; costituiscono una buona scelta quando il mix di prodotti non è stabile e i volumi di movimentazione non sono molto elevati.

􀂃 Dispositivi motorizzati: transpallet a motore e carrelli a forche rappresentano questa opzione; rappresentano la scelta ottimale quando i volumi da trasportare crescono, pur restando di tipologia diversificata, ma non raggiungono livelli tali da giustificare l’investimento in sistemi di movimentazione automatizzati.

􀂃 Dispositivi automatizzati: i sistemi AS/RS (Automated Storage and Retrieval Systems) sono la scelta da fare in situazioni di elevatissimi volumi
di movimentazione, ma diversificazione non molto elevata e comunque in lenta evoluzione. I trasloelevatori nei magazzini intensivi sono un esempio di questo tipo di dispositivi.

Costi dei dispositivi di movimentazione

Dimensionamento sistema di movimentazione

Si indichino con:

􀂃 vt la velocità media di traslazione orizzontale del carrello
􀂃 vs la velocità media di sollevamento/discesa delle forche
􀂃 Tf la somma dei tempi fissi relativi al ciclo delle forche
􀂃 r/2 il percorso medio di un ciclo semplice (andata e ritorno)
􀂃 J il numero dei livelli della scaffalatura
􀂃 h l’altezza del vano
􀂃 Pm la potenzialità media di movimentazione (pallet/h)
􀂃 cp un coefficiente maggiorativo di Pm, relativo a fenomeni di punta
􀂃 d la durata del ciclo semplice (andata e ritorno)
􀂃 N il numero di carrelli necessari

Si avrà:

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