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Unitarizzazione del carico:
Nella movimentazione dei materiali è importante avere a che fare con
raggruppamenti di merci che siano:
sufficientemente grandi da permettere economie di scala nel
trasporto (costo per unità di merce trasportata);
sufficientemente piccoli da rendere possibili le operazioni di
presa, sollevamento, trasporto e rilascio; in questa ottica si
introduce l’unitarizzazione del carico, che praticamente si ottiene
attraverso la “palletizzazione” e la “containerizzazione”.
Containers:
Sono praticamente utilizzati i container delle due dimensioni standard:
8’ x 8’ x 20’
8’ x 8’ x 40’
Pallets:
Sono superfici di carico, in legno o metallo, a uno o due piani di
appoggio, con forcolabilità mono o bilaterale, su cui può essere
posizionata la merce. Gli standard USA prevedono una dimensione di base
di 40” x 48”, che ne permette la disposizione in container. I pallet
europei di dimensioni standard (Europallet) sono essenzialmente di tre
misure: 800 mm x 800 mm, 800 mm x 1000 mm, 800 mm x 1200 mm.
Layout:
Gli spazi di un magazzino sono sempre suddivisi in due zone: stoccaggio
e prelievo. L’importanza relativa delle due zone dipende da diversi
fattori
quali: le dimensioni e la forma del carico unitarizzato, il livello di
automazione di magazzino, i sistemi di movimentazioni impiegati. La
zona di immagazzinamento è solitamente dotata di scaffali metallici (a
volte in legno), dove il materiale può essere disposto fino ad altezze
considerevoli, occupate nelle zone più basse dai codici con maggiore
rotazione. Le attrezzature impiegate nella zona di prelievo dipendono
in massima parte dalla tipologia di materiali immagazzinati.
La disposizione delle merci
nel magazzino di prelievo è realizzata in funzione della regola con la
quale l’addetto al prelievo predispone la spedizione. Le regole più
usate sono:
Sequenziamento: le merci sono disposte in una sequenza prestabilita;
gli ordini di prelievo devono pertanto seguire lo stesso ordine al fine
di evitare inutili ritorni indietro dell’addetto al picking.
Zonizzazione: in questo caso a ciascun addetto è assegnata una
porzione del magazzino di prelievo; un singolo ordine deve pertanto
essere splittato in più ordini di prelievo (uno per ciascuna zona); gli
ordini dovranno poi essere riassociati per la costituzione della
spedizione.
Lottizzazione: l’addetto provvede alla formazione di più ordini
contemporaneamente; durante le operazioni di prelievo, sono prelevate
merci relative a diversi ordini cliente; le merci prelevate dovranno
poi essere suddivise sui vari ordini cliente.
Scelta dei dispositivi di
movimentazione
Sebbene
esistano moltissime opzioni per la movimentazione dei materiali, le
possibili scelte sono comunque riconducibili alle seguenti possibilità:
Dispositivi manuali: transpallet e carrelli manuali richiedono un
modesto investimento ma sono limitati dal punto di vista dei carichi
trasportabili e dei tempi di trasporto; costituiscono una buona scelta
quando il mix di prodotti non è stabile e i volumi di movimentazione
non sono molto elevati.
Dispositivi motorizzati: transpallet a motore e carrelli a forche
rappresentano questa opzione; rappresentano la scelta ottimale quando i
volumi da trasportare crescono, pur restando di tipologia
diversificata, ma non raggiungono livelli tali da giustificare
l’investimento in sistemi di movimentazione automatizzati.
Dispositivi automatizzati: i sistemi AS/RS (Automated Storage and
Retrieval Systems) sono la scelta da fare in situazioni di elevatissimi
volumi
di movimentazione, ma diversificazione non molto elevata e comunque in
lenta evoluzione. I trasloelevatori nei magazzini intensivi sono un
esempio di questo tipo di dispositivi.
Costi dei dispositivi di
movimentazione
Dimensionamento sistema di
movimentazione
Si indichino con:
vt la velocità media di traslazione orizzontale del carrello
vs la velocità media di sollevamento/discesa delle forche
Tf la somma dei tempi fissi relativi al ciclo delle forche
r/2 il percorso medio di un ciclo semplice (andata e ritorno)
J il numero dei livelli della scaffalatura
h l’altezza del vano
Pm la potenzialità media di movimentazione (pallet/h)
cp un coefficiente maggiorativo di Pm, relativo a fenomeni di punta
d la durata del ciclo semplice (andata e ritorno)
N il numero di carrelli necessari
Si avrà:
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