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Logistica: 3 Packaging

Imballaggio flessibile

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Secondo una definizione rigorosa, anche se poco diffusa, un imballaggio flessibile è un contenitore di qualsiasi forma e dimensione la cui atmosfera interna, per la natura del materiale costituente, ha una pressione totale uguale a quella atmosferica anche se perfettamente ermetico; in altre parole, in condizioni normali, l'imballaggio flessibile è sempre in equilibrio con il valore della pressione esterna, potendosi adattare (comprimendosi o dilatandosi) alle variazioni di pressione totale esterna. Rispetto al settore dell'imballaggio rigido (imballaggi metallici e di vetro) quello flessibile mostra i maggiori trend di crescita. Ciò accade sia perché molti prodotti tradizionalmente venduti sfusi sono oggi offerti attraverso la Grande Distribuzione preconfezionati in confezioni flessibili, sia perché in alcuni casi la tradizionale confezione rigida (scatola, vaso o bottiglia) viene sostituita da un imballaggio leggero ed infrangibile.

Una caratteristica importante ed esclusiva degli imballaggi flessibili è questi contenitori vengono, per lo più, formati e chiusi da macchine automatiche al momento stesso del loro riempimento; macchine che vengono indicate con la sigla:

"FFS“ ---> Form-Fill-Seal (Forma-Riempie-Chiude)

Protagonisti dell'imballaggio flessibile sono i polimeri plastici prodotti in forma sottile (films o pellicole e foglie sottili) sia mono-materiali che strutture composite, ma anche i materiali sottili a base di carta, cartoncino e foglio sottile di alluminio. Con questi materiali si realizzano imballaggi dalla tipologia più diversa come: buste, sacchetti, forme a tetraedro o a parallelepipedo, buste con fondo autosostenente (stand-up), astucci, ecc. che hanno una vastissima diffusione nel campo del confezionamento alimentare. Il consumo di questo tipo di imballaggi nell’Europa occidentale sfiora gli 8 miliardi di Euro ed il valore delle esportazioni europee si aggira sui 600 milioni di Euro. Le prime 20 aziende in Europa coprono il 60% del mercato con una netta tendenza verso cifre ancora maggiori.

Saldature

E’ una fase fondamentale nella costruzione di un imballaggio flessibile, i tempi di realizzazione delle saldature, infatti, influenzano la rapidità di avanzamento del processo di confezionamento. La saldatura inoltre può influenzare la conservabilità del prodotto in relazione alla sua tenuta: i maggiori punti critici riguardano gli angoli delle confezioni e i punti di incrocio tra saldature longitudinali e trasversali.
Esistono diverse tecniche di saldatura:

􀂃 Tecnica di saldatura a barra calda: l’elemento saldante è una resistenza o una barra che si scalda per la presenza di una resistenza. L’alimentazione è in genere continua e la tecnica è utilizzabile solo se il materiale da saldare è supportato su uno strato non saldante che
trasmette il calore senza rammollire o fondere.
􀂃 Tecnica di saldatura ad impulso: si ha del materiale isolante (teflon) sull’elemento saldante al fine di realizzare un contatto indiretto con il materiale saldante. Il riscaldamento è intermittente ed intervallato con raffreddamento ad acqua: il materiale da saldare fonde, si salda e si risolidifica; con questa tecnica si possono saldare anche materiali termoretraibili.
􀂃 Tecnica a filo caldo: un filo metallico percorso da corrente esegue contestualmente la saldatura e il taglio della confezione (saldatura invisibile).

Fustellatura/cordonatura

In un'unica operazione, che avviene in macchine automatiche dette autoplatine, il foglio di cartoncino viene tagliato in sagome e cordonato lungo le linee di piegatura. E' la fustella, montata sulla parte mobile di una pressa, che effettua sia il taglio che la cordonatura del cartoncino, mediante l'azione di filetti di taglio e di cordonatura che fuoriescono da solchi incisi in una tavola di speciale legno compensato premuta sul cartoncino. I filetti di taglio separano dal foglio le sagome secondo un preciso layout (disposizione della forma stesa sul foglio) che tiene conto
del senso della fibra (che deve essere ortogonale alle cordonature longitudinali) e della direzione macchina, per ottimizzare le proprietà meccaniche del futuro contenitore, e tende alla migliore utilizzazione della superficie minimizzando gli scarti.

I filetti di cordonatura incidono il foglio, comprimendolo ma senza separare le fibre per ottenere delle linee preferenziali dove il cartoncino possa piegarsi senza spezzarsi o rovinarsi. Le sagome, all'uscita dall'autoplatina, sono unite tra loro per punti, vengono impilate ed avviate ad operazioni di finitura che le liberano individualmente e le ripuliscono dagli sfridi. In questa forma (come prefustellati stesi) possono essere utilizzate da particolari macchine che, presso l'utilizzatore finale, sono in grado di costruire, riempire e chiudere l'astuccio. In questa categoria di prodotti cartotecnici, dei fustellati stesi, rientrano le fascette per il multipackaging, largamente impiegate per assemblare assieme bottigliette di birra o bevande, yogurt, conserve, ecc. Mediante lavorazioni similari, partendo comunque da un fustellato steso, si producono, inoltre, bicchieri di carta (paper cup), barattoli di materiale multistrato (single wrap composite), vaschette di cartoncino termosaldato (paper tub). Una caratteristica comune a queste tre forme di packaging, è la finitura del bordo e del fondo (flangiatura e curlingatura) che si realizza per irrigidire il bordo e per consentire, con una tecnica che richiama la aggraffatura, il fondello inferiore.

Piegatura/incollatura

Questa operazione è opzionale e viene eseguita solo se il fine della lavorazione cartotecnica è quello di produrre l' astuccio preincollato detto anche a manica o astuccio tubolare. Il fustellato, nelle "piega-incollatrici"lineari che possono raggiungere cadenze di 80 000 pezzi/h, viene disimpilato, sottoposto a prerottura delle cordonature (per ridurre la loro resistenza durante la messa in volume dell'astuccio sugli impianti automatici di confezionamento presso l'utilizzatore finale), incollato sul patellino (lembo esterno della sagoma, preposto all'incollaggio), ripiegato e raccolto nuovamente in pila per il confezionamento. Altre operazioni opzionali, preliminari all’incollaggio, possono essere la finestratura (per applicazione di di film trasparenti), l’applicazione di maniglie, di nastrini a strappo, di seghetti metallici. Macchine più sofisticate, dotati particolari dispositivi di piegatura ed incollaggio, consentono di preparare astucci di forma irregolare, scatole a fondo automontante, strutture più complesse.

Tecniche di confezionamento

Possono essere classificate in base al tipo di materiale trattato che può essere un prefustellato steso o un astuccio pre-incollato; oppure in base alla direzione di riempimento che può essere verticale o orizzontale. La distinzione in tecniche verticali o orizzontali, riguarda in realtà il prodotto da condizionare: in caso di prodotti in polvere o granulari (free-flowing) sarà ovviamente verticale, mentre per prodotti di forma regolare e volumetria costante, si utilizzeranno tecniche di riempimento in orizzontale o end-load. Utilizzando astucci preincollati le velocità di confezionamento possono variare da 20 fino a 400 pezzi al minuto, mentre ovviamente più lente risultano le operazioni che impiegano prefustellato steso in quanto, prima di caricare il prodotto, è necessario realizzare il contenitore. Da fustellato steso si producono vassoi, astucci con coperchio calzante (hood coveri), particolarmente adatti per il riempimento con prodotti free-flowing e sistemi di confezionamento wrap around nei quali la scatola viene formata direttamente intorno al prodotto da confezionare, con un sensibile risparmio di materiale.

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