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Buste e sacchetti di carta
Con carta Kraft avana e
sbiancata, carte al solfito, pergamino e molti altri tipi di carte,
anche accoppiate ad altri materiali non cellulosici, vengono
realizzate, fin dal XIX secolo, moltissime semplici confezioni che
trovano largo impiego nel confezionamento da asporto di alimenti solidi
anche granulari o in polvere, come per quello di materie prime e
semilavorati in sacchi di grande contenuto. Sono realizzate da macchine
automatiche che provvedono al taglio e all’incollaggio a partire da uno
o due fogli del materiale e si distinguono facilmente per la forma ed
alcune loro particolari caratteristiche. Il sacco o sacchetto piano è
la forma più semplice, incollato sul fondo e longitudinalmente,
prevede, a volte, soffietti laterali che ne aumentano la capacità e un
lembo che sporge dalla sommità che ripiegato offre una sorta di
chiusura della busta.
Sia nella forma con soffietti che in quella piana, può essere costruito
con un fondo, detto quadro, che favorisce l'apertura ed il
sostentamento dell’imballaggio, questo tipo è anche detto ad apertura
automatica o SOS (selfopening-sachet); infine può essere dotato di
maniglie fustellate (aperture ricavate nei fogli costituenti) o esterne
alla confezione, incollate o cucite.
Buste e sacchetti di plastica
e materiali compositi (form-fill-seal)
Probabilmente la più comune ed importante forma di confezionamento
flessibile per i prodotti alimentari è rappresentata da quegli
imballaggi realizzati contestualmente al riempimento, a partire da
materiali in bobina, su macchine automatiche molto veloci indicate con
il termine inglese di form-fill-seal (FFS). Vengono utilizzati, nelle
diverse versioni, per tutti gli alimenti: liquidi, solidi, polverosi,
freschi, pastorizzati o sterilizzati, chiusi in aria, sotto-vuoto, in
atmosfera modificata o in asettico, ecc. Le tipologie
fondamentali di queste confezioni sono tre, identificate come:
buste a cuscino
buste a tre saldature
buste a quattro saldature.
Buste e sacchetti di plastica
e materiali compositi (form-fill-seal)
Buste a cuscino - Sono caratterizzate da una giunzione longitudinale
che attraversa (generalmente a metà) le due saldature trasversali che
le delimitano. La giunzione, realizzata per termosaldatura, può essere
condotta a lembi sovrapposti ed in tal caso il materiale deve avere
caratteristiche saldanti su entrambe le facce, oppure a pinna facendo
combaciare (quindi con un maggior impegno di superficie) la stessa
faccia interna del materiale utilizzato, ottenendo una saldatura più
sicura e robusta che viene poi ripiegata sul corpo della busta. Prima
della effettuazione delle saldature trasversali (che seguono sempre la
realizzazione di quella longitudinale) il materiale può subire un
ripiegamento all’interno per ottenere i soffietti laterali. Buste a tre
saldature - Il materiale che si svolge dalla bobina, viene ripiegato
lungo l’asse maggiore, ricavando eventualmente un soffietto sul fondo.
Gli altri tre lati (quello superiore ovviamente solo dopo il
riempimento) sono saldati sfruttando le caratteristiche saldanti della
faccia interna del materiale. Si tratta di confezioni con modesta
capacità ma molto robuste, utilizzate spesso per prodotti pastosi,
semiliquidi o polverosi. Frequentemente una saldatura supplementare
viene eseguita anche sul fondo ripiegato, rendendo difficile
distinguere questa tipologia di busta da quella a quattro saldature.
Buste a quattro saldature - Due materiali (anche diversi) vengono
sovrapposti e saldati sui quattro lati. La deposizione del prodotto
avviene prima di ogni saldatura se in polvere o granulato, dopo le
prime tre se liquido. La confezione è adatta a piccoli formati ed a
confezioni multiple, a strip. In una possibile variante, il materiale
si svolge da un’unica bobina ma viene tagliato longitudinalmente e
ripiegato in modo tale da rendere combacianti le due facce interne.
Confezionamento in buste a
cuscino (FFS orizzontale)
Confezionamento in buste a
cuscino (FFS verticale)
Confezionamento in buste a
tre saldature
Confezionamento in buste a
quattro saldature
Confezionamento in buste tetraedriche
Buste auto-sostenenti
(stand-up pouches)
Utilizzate sia per prodotti liquidi che solidi, queste forme di
confezionamento stanno guadagnando sempre maggiore fortuna per
l’indiscutibile praticità offerta da un fondo realizzato in maniera
tale da rendere l’imballaggio in grado di sostenersi in forma eretta.
Si tratta di buste preformate, oppure realizzate su macchine
form-fill-seal verticali; nel primo caso originano da due materiali
indipendenti che vengono saldati a facce contrapposte ma in modo da
costruire un fondo stabile della confezione, il quale conferisce anche
una certa capacità alla busta. Se prodotte durante il riempimento
(FFS), la realizzazione del fondo è simile a quella dei sacchetti SOS.
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